“In cammino verso la modernità” è stato il tema del IV congresso della Cisl Taranto Brindisi, celebrato a Mesagne, a conclusione del quale il Gruppo dirigente eletto dai 120 delegati partecipanti in rappresentanza di oltre 60 mila associati, ha confermato Luigi Spinzi segretario generale e componenti di segreteria Daniela Meli e Antonio Baldassarre.
“Il nostro territorio vive una fase complessa, fra transizione industriale e necessità di rafforzare il welfare, fra bisogno di creare occupazione stabile e le tante vertenze in atto, fra inverno demografico ed intelligenza artificiale – ha affermato, tra l’altro, nella relazione introduttiva Spinzi – ma tali complessità alimentano il nostro impegno costante per un Patto di responsabilità territoriale che punti ad una crescita continua ed in grado di plasmare un nuovo sviluppo sostenibile.”



E se “lo scenario globale ed europeo del 2025 pone numerose sfide, propone al contempo importanti opportunità per cogliere le quali l’Italia deve realizzare riforme strutturali, investimenti strategici e politiche orientate alla sostenibilità – ha proseguito – ma ciò sarà possibile solo rafforzando, appunto, il dialogo tra istituzioni, imprese e lavoratori per un futuro di maggiore equità, giustizia sociale e benessere per tutti.”
E’ la strategia, questa da “perseguire nel territorio Taranto Brindisi che è forte di una posizione geografica e di una dotazione infrastrutturale, a partire dagli snodi portuali ed aeroportuali, strategiche per tutto il Mezzogiorno, benché al momento in prevalenza legate ai due grandi complessi industriali come Acciaierie d’Italia e Centrale Enel, interessati alla decarbonizzazione ed alla ristrutturazione produttiva.”
Spinzi ha, infine, confermato “la mobilitazione della Cisl Taranto Brindisi, a favore della Cisl Fp e della Cisl Scuola impegnate il 14, 15 e 16 aprile nelle elezioni per il rinnovo delle RSU nel pubblico impiego.”
Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Puglia, ha ribadito l’importanza di un “Patto di responsabilità tra tutti gli attori della concertazione, essenziale per uno sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale e produttivo a fronte di sfide come la disoccupazione in particolare femminile e giovanile, come la sanità e la mancata attuazione dell’accordo del 2 maggio 2023 con la Regione, insieme alla qualità della vita per tutte le fasce di età.”
I congressi non sono semplici momenti rituali, ha proseguito“ma rappresentano l’espressione viva della nostra democrazia interna che offre spazi di partecipazione e di confronto reale – sottolineando inoltre che – la legge sulla partecipazione, attualmente in fase di approvazione al Senato, sarà anche una leva cruciale per innovare le relazioni sindacali, promuovere un clima di collaborazione, sostenere la produttività e i rinnovi contrattuali. “
E per quanto riguarda le transizioni industriali, ambientali e produttive di Taranto e Brindisi, Castellucci ha rimarcato “la necessità di affrontarle con trasparenza verso i lavoratori e, allo stesso tempo, di sollecitare la politica e le istituzioni circa le garanzie occupazioni dirette e indirette, salvaguardando la natura industriale delle due aree – ed ha ricordato che – i 20 miliardi disponibili tra Pnrr e Fsc, insieme alle opportunità offerte dalla Zes unica e dai Cis, devono essere impegnati nei tempi previsti, altrimenti sarà perduta un’opportunità storica per ridare ai nostri territori il futuro che meritano.”
Per Mattia Pirulli, segretario nazionale della Cisl che ha concluso il dibattito congressuale “le scelte da fare come Paese devono essere realizzate in un quadro di sistema-Europa, operando una revisione della governance per superare ad esempio il diritto di veto, favorendo un mercato unico interno in quanto potenziale economico eccezionale, decidendo finanziamenti sul modello del programma Sure, elaborando una politica industriale europea, progettando una difesa comune, attraendo risorse finanziarie dal risparmio privato, lo stesso che spesso finanzia l’economia di altri Stati.”
L’industria manifatturiera nazionale è in stagnazione perciò “necessitano scelte politiche mirate non nel senso di una economia di guerra ma potenziando il sistema industriale in termini di governance economica e di sostenibilità sociale – ha proseguito – ed il coraggio della partecipazione, che è il nostro slogan, indica un metodo di lavoro, ovvero stare là dove ci sono i cambiamenti, per governarli ed assumersi la capacità di scelta, nell’industria, nel pubblico impiego, nei servizi, così da rendere il mondo del lavoro appetibile in piena corresponsabilità con i soggetti che sono chiamati a farlo.”
La strada di un “Patto sociale e di responsabilità è la via maestra e sarà così che il sistema-Italia, potrà affrontare efficacemente questioni come innovazione, salute e sicurezza, formazione, grazie inoltre alla partecipazione e alla concertazione. Il tema dei salari è prioritario nel nostro Paese nel senso che gli stessi sono bassi per cui è necessario intervenire esattamente su questo ed è altro che parlare di salario minimo.”